19 maggio 2018 – Gazzetta del Sud

Inflazionata, poco retribuita eppure sempre amata dai calabresi. È la professione di avvocato, croce e delizia per chi, una volta raggiunta la maturità, decide di intraprendere gli studi giurisprudenziali. Ma le grandi attese che accompagnano l’iscrizione all’università, il sogno di indossare una toga e frequentare le aule di un tribunale, spesso si scontrano con una realtà complessa. Non solo gli avvocati calabresi sono quelli meno pagati in Italia, con un reddito medio annuo di 17.587 euro, ma sono addirittura molti di più di quelli residenti nelle altre regioni se paragonati alla popolazione residente.
Secondo l’anticipazione del rapporto 2018 “Percorsi e scenari dell’avvocatura italiana”, elaborato dal Censis e illustrato ieri nella tavola rotonda di apertura dei lavori di “Asla Diritto al Futuro”, a Milano, la distribuzione dei professionisti all’interno nel nostro Paese non risulta omogenea: si passa da oltre 7 avvocati ogni 1.000 abitanti in Calabria ai 3,4 della Lombardia.

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